Agenzia Hawzah News – Riportiamo di seguito il testo integrale del comunicato dell’Ayatollah Arafi — direttore dei seminari religiosi della Repubblica Islamica dell’Iran — di condanna degli attacchi degli Stati Uniti e del regime sionista contro i luoghi religiosi e storici dell’Iran.
Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo
وَلَا تَعْتَدُوا ۚ إِنَّ اللَّهَ لَا يُحِبُّ الْمُعْتَدِينَ
«E non prevaricate: in verità, Dio non ama coloro che eccedono i termini [da Lui imposti]» (Corano, 2:190)
Alla comunità internazionale, ai seguaci delle religioni monoteiste e, in particolare, agli autorevoli leader religiosi
Che la pace, la misericordia e le benedizioni di Dio siano su di voi
Ancora una volta, le mani impure della tirannia globale, vale a dire il criminale regime americano-sionista, si sono macchiate di un nuovo crimine contro i luoghi sacri e il patrimonio spirituale dell’umanità.
Questi attacchi non costituiscono soltanto un’azione militare, ma rappresentano uno scontro diretto tra gli “adepti del male” e le “schiere di Dio”, oltre a configurarsi come un’offesa palese a tutti i valori condivisi, umani e religiosi.
Dopo il barbaro attacco contro luoghi religiosi, santuari, moschee e la Husayniyya A‘zam di Zanjan, luogo d’incontro dei puri e degli innamorati dell’Imam Husayn (pace su di lui), nel giorno del 12 Farvardin, corrispondente al 1° aprile 2026, anniversario della nascita della Repubblica Islamica e vigilia del 13 Farvardin, che secondo le parole della Guida Suprema — che Iddio ne conservi la benedetta presenza — è il giorno della speranza e della vita, sono stati lanciati indiscriminati attacchi missilistici terroristici che hanno preso di mira la Cattedrale ortodossa di San Nicola a Teheran, colpendola ferocemente e causando gravi danni al complesso degli edifici storici, religiosi e sacri dei cristiani.
La rottura di finestre e porte, il crollo di una parte del tetto della casa di riposo — nella quale risiedevano ancora anziani innocenti — così come la profanazione di una chiesa nel corso di un’aggressione illegittima, rappresentano l’apice della barbarie e dell’ostilità contro tutte le religioni divine.
Io, in qualità di direttore dei seminari religiosi — che da sempre sono stati difensori degli oppressi e sostenitori della convivenza pacifica tra i seguaci delle religioni e del riavvicinamento tra le scuole islamiche — condanno questo crimine con la massima fermezza e dichiaro quanto segue.
Anzitutto, i luoghi religiosi — siano essi moschee, husayniyya, chiese, sinagoghe, luoghi di culto e spazi di adorazione delle religioni monoteiste — costituiscono linee rosse inviolabili. Qualsiasi aggressione o violazione nei confronti di questi luoghi, sia in Palestina, in Libano, in Siria, in Iran o in qualsiasi altra parte del mondo, costituisce un caso di “guerra contro Dio e contro la religione di Dio”, oltre a configurarsi come un crimine contro l’umanità e contro il patrimonio religioso e culturale.
In secondo luogo, chiedo alle Nazioni Unite, all’UNESCO, al Vaticano, al Consiglio Mondiale delle Chiese e a tutti i leader religiosi del mondo di non restare in silenzio di fronte a queste manifeste profanazioni e agli attacchi contro moschee, sacri santuari, husayniyya, luoghi di culto, chiese e sinagoghe. Se oggi una moschea e una chiesa a Teheran vengono colpite e ciò resta senza risposta, domani in quali altri Paesi dovremo attenderci tragedie di questo genere? E chi sarà il custode e difensore degli inviolabili santuari divini in tutto il mondo?
In terzo luogo, metto in guardia i seguaci di tutte le religioni celesti sul fatto che la tirannia globale e il regime sionista non sono soltanto nemici dei musulmani, ma nemici di tutti coloro che credono in Dio, nei Profeti e nei Libri celesti. Oggi è toccato alla Husayniyya A‘zam di Zanjan e alla chiesa ortodossa di Teheran; domani potrebbe toccare a qualsiasi altro luogo di culto. L’unità delle religioni monoteiste di fronte a questo mostro distruttore delle religioni è una necessità innegabile.
In quarto luogo, chiedo ai seminari religiosi, alle università del mondo islamico e a tutti gli uomini liberi della terra di impedire — attraverso comunicati risoluti, manifestazioni di protesta e iniziative diplomatiche — che questi crimini vengano normalizzati. Il sangue di ogni innocente e la distruzione di ogni luogo edificato nel Nome di Dio faranno insorgere la coscienza vigile dell’umanità.
In conclusione, esprimo la mia solidarietà a tutti i credenti in Dio, alla comunità ortodossa russa e a tutti i cristiani dell’Iran e del mondo, e imploro Dio Onnipotente di liberare quanto prima l’umanità dal male degli oppressori e dei criminali americano-sionisti.
أُذِنَ لِلَّذِينَ يُقَاتَلُونَ بِأَنَّهُمْ ظُلِمُوا وَإِنَّ اللَّهَ عَلَى نَصْرِهِمْ لَقَدِيرٌ
«A coloro che vengono combattuti è stato permesso [di combattere], perché essi sono stati oppressi. E, in verità, Dio è davvero capacissimo di soccorrerli» [Corano, 22:39]
Alireza Arafi
Direttore dei seminari religiosi
Repubblica Islamica dell’Iran
A cura di Mostafa Milani Amin

Il tuo commento